Accademia Danese, gioiello razionalista nel cuore di Roma

Il razionalismo del Nord Europa nel cuore di Roma ha indubbiamente un grande fascino.
Articolo di Emiliano Le Moglie
La storia della sede dell’Accademia Danese viene da lontano: inizialmente l’Accademia era collocata in via Zanardelli, dalle parti del Senato, nel piano alto di Palazzo Primoli, che ai piani inferiori ha ancora la sede del Museo Napoleonico. Alla scadenza del contratto l’Istituto, attraverso un finanziamento della Fondazione Carlsberg, acquista un terreno confinante con l’Istituto Svedese di Valle Giulia; inizialmente venne accarezzata l’idea di mettere in collegamento la sede svedese e quella danese, in una sorta di Ponte ante litteram di Oresund, che oggi unisce Copenaghen a Malmoe. L’idea, forse troppo futuristica per l’epoca, fu messa da parte e l’architetto Kay Fiscker, assai noto in quel periodo, docente all’Università di Copenaghen, sviluppò un progetto modificato varie volte nel corso degli anni. All’ingresso una bella e spaziosa scalinata, che avrebbe dovuto abbracciare la statua dell’archeologo Georg Zoega. Lo stile minimalista fa da contraltare con la costruzione in laterizio della facciata che allarga la grande terrazza sovrastante, dalla quale si diramano gli spazi di quindici sale destinate ai borsisti e la grande cucina, poi tre appartamenti, uno spazio insonorizzato, il laboratorio di ateleier e quello archeologico. Fiore all’occhiello è una libreria completamente rivestita di legno con ben 30mila volumi a disposizione dei borsisti. Esiste una sezione specifica tutta dedicata alla Danimarca e alle peculiarità della sua società. Al di sotto della terrazza è ricavato uno spazio auditorium di circa un centinaio di posti. L’aspetto funzionale dell’edificio e degli spazi non devono confondersi con una sorta di freddezza verso l’ambiente e il contesto circostante. Strutturato è infatti l’interesse verso tutto ciò che riguarda la crescita culturale e la riscoperta dell’antico a Roma, la cui storia viene studiata e sviscerata in questo come in altri spazi, attraverso una lente molto obiettiva che non cede all’emotività, ma con la precisione e l’accuratezza che solo la filosofia nordica è in grado di regalare. Assolutamente da visitare.
Via Omero 18, Roma