Le due anime dell’Accademia di Romania

L’Accademia di Romania è una scuola di formazione postuniversitaria per brillanti ricercatori romeni e contemporaneamente un Istituto di cultura che diffonde arte e storia del Paese balcanico in Italia.

Articolo e foto di Davide Iannotta

Come se non bastasse, svolge funzioni di missione diplomatica, quindi, sarebbe più corretto parlare di tre diversi incarichi per un’istituzione intravista da chiunque conosce la città di Roma (si trova a Valle Giulia, incastonata tra la storica facoltà di Architettura de La Sapienza e la Gnam), ma in cui ancora pochi hanno messo piede.

A dispetto dell’apparenza austera, l’Accademia e la comunità di funzionari, artisti e studiosi che la abitano è estremamente attiva e desiderosa di aprirsi al pubblico romano. Basta presentarsi al cancello in Piazza José de S. Martín, possibilmente in occasione di una delle frequenti mostre temporanee, per essere accompagnati in una visita affascinante e insolita: dalle sale istituzionali fino ai sorprendenti tunnel sotterranei.

Un attimo d’attesa nel portico centrale, pieno di piante e alberi, nel cui centro troneggia una fontana a forma di fauno ricoperta d’edera, e si viene portati nel cuore dell’Accademia: una scala elicoidale sotto cui trovano rifugio i mezzobusto dei fondatori, l’architetto Petre Antonescu e il primo direttore Vasile Pârvan. Il pezzo forte di questo luogo, però, è qualcosa di più intimo e poetico: si tratta del primo casellario postale dell’Accademia, in legno, con ancora le targhette di quelli che furono i primi borsisti venuti dalla Romania. Attraverso gli sportelli delle celle s’intravedono lettere e cartoline d’epoca, frutto di una collaborazione artistica recente: opera di una borsista dell’Accademia belgica che, affascinata dal manufatto, ha pensato di restituirgli vita cercando, scrivendo e inviando decine di missive indirizzate agli ormai scomparsi fondatori dell’Accademia.

Salendo le scale si notano tre lastre in marmo: la donazione delle terre su cui sorge l’edificio, firmata da Benito Mussolini, l’accordo tra i re dell’epoca e il ringraziamento alla Banca nazionale di Romania che finanziò la costruzione tra il 1924 e il 1932.

Al primo piano troviamo l’enorme sala convegni, con drappi scuri alle finestre e un pianoforte al centro di un palchetto: qui si tengono presentazioni, incontri e concerti aperti al grande pubblico. L’attrattiva maggiore resta comunque la biblioteca, con i suoi 35mila volumi d’arte, architettura e storia, la più grande di un’Istituzione romena all’estero. Un vero gioiello di linee e di luci: il pavimento a scacchi bianco e nero gioca con l’impianto rettangolare ad angoli smussati del piano sopraelevato, le scansie colme di libri entrano in risonanza con il verde del giardino che irrompe dalle finestre.

Poi la visita cambia di registro (d’anima si direbbe). Dai saloni istituzionali si scende nelle viscere dell’edificio: in tunnel sotterranei dall’aspetto industriale, con tubature a vista e mura calcinate; in una piccola sala, anch’essa con blocchetti di laterizi imbiancati alle pareti, con al centro un tavolo da ping-pong, un divano e una lampada stroboscopica. Sono gli spazi intimi dove borsisti e funzionari si concedono attimi di relax lontani dal protocollo; ma sono anche i luoghi che prendono vita durante Spazi aperti, un’iniziativa in cui i borsisti degl’altri Istituti esteri della città vengono invitati a realizzare installazioni site specific un po’ ovunque nell’Accademia.

Ancora un paio di gradini e una piccola porta bianca apre verso la galleria: una sala quadrata, dal soffitto altissimo, che di volta in volta ospita dipinti, statue, video dei maggiori artisti contemporanei romeni. Di qui si esce nel giardino che circonda l’Accademia, anch’esso disseminato di statue, lascito dei borsisti degl’anni passati.

Si torna in città, costeggiando Viale delle Belle Arti, con la sensazione di aver scoperto un affascinante labirinto di contraddizioni, quasi una personalità, da tornare a trovare appena possibile.

Il sito istituzionale dell’Accademia di Romania

Il sito con tutte le info su attività culturali

 

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