Il ruolo della cultura nella comunicazione

Risultare, inconsapevolmente, maleducato o aggressivo quando si parla una lingua straniera è molto semplice.

Articolo di Francesco Chiappparicci

Ogni settimana si tengono al British Council di Roma i Workshop, eventi culturali e d’intrattenimento che intendono informare e divertire allo stesso tempo. Lo scorso 6 dicembre il tema scelto è stato la comunicazione linguistica.

Parlare una lingua straniera non significa soltanto imparare nuove parole, ma significa soprattutto apprendere un nuovo sistema di comunicazione. Risultare, inconsapevolmente, maleducato o aggressivo è molto semplice. Questo perché la comunicazione è condizionata da fattori che vanno oltre la lingua stessa, come, ad esempio, la cultura, l’età e la relazione degli interlocutori, il contesto e le usanze.

L’inglese ne è esempio emblematico perché gli stessi madrelingua hanno culture e usanze diverse. Le differenze tra l’inglese britannico e quello americano non sono meramente linguistiche, ma riflettono le diversità culturali tra i due Paesi.

Le diversità possono essere anche all’interno di uno stesso Paese. Nel Regno Unito, ad esempio, i Britannici nordici sono considerati molto più diretti di quelli meridionali.

Anche il concetto di formalità cambia nelle varie lingue. In italiano ed in inglese, essere formale è percepito come freddezza, mentre in francese è un segno di rispetto.

In molte lingue, la comunicazione è molto più diretta. Prendiamo come esempio il tedesco ed il giapponese. I Tedeschi sono noti per la loro schiettezza perché la struttura stessa della loro lingua non permette giri di parole. In tedesco, più è lunga la frase e più si deve attendere per scoprire il verbo o la particella che darà il senso definitivo all’intero discorso. In giapponese, invece, è fondamentale arrivare al punto delicatamente.

Anche l’età gioca un ruolo cruciale. I parlanti modificano la lingua secondo l’età dell’interlocutore con il quale interagiscono.

È importante, perciò, utilizzare alcune tecniche, valide per ogni lingua, per risultare il più diplomatici possibile. L’uso dei diminutivi (un po’, a bit, un peu), i modali e la forma passiva sono strumenti utili per comunicare in qualunque lingua in maniera neutra.

Il calendario dei workshop al British Council di Roma, Via di San Sebastianello 16

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.