“Plurale di città”: cittadinanza e produzione creativa

Articolo e foto di M. Rodgers

Lo scorso 9 dicembre, il Goethe-Institut, ha ospitato la mostra conclusiva del progetto “Plurale di città”, mostra fotografica che, avvalendosi degli spazi generalmente dedicati alle affissioni pubblicitarie , ha raccontato tramite scatti il Terzo Municipio di Roma, creando uno scambio tra cittadinanza e produzione creativa.

Gli scatti, affissi nel Terzo Municipio già dal 19 Novembre, sono stati spostati al Goethe-Institut per l’evento finale della mostra.

I fotografi sono i due fotografi italiani Alessandro Imbriaco e Simone Galli, alla quale si è aggiunta la fotografa tedesca Maria Feck.  Imbriaco descrive il Municipio come caotico e trafficato, e focalizza i suoi scatti sul rapporto tra l’urbano, il grigio e il costruito, con la natura. Al contrario la Feck descrive il Municipio come uno spazio pacifico, definendolo addirittura come uno spazio in cui rilassarsi. Non a caso tra le sue foto appare forse lo scatto più originale: quello che ritrae un indigeno abbronzato senza maglietta in mezzo ai campi.

Questa differenza, che potrebbe sembrare paradossale, in realtà è proprio l’emblema del titolo della mostra “Plurale di città”. Il plurale di città, infatti, è sempre “città” , sebbene con mille sfaccettature.

A tal proposito Simone Galli descrive il Municipio come un modello in scala di tutta Roma, che viene raccontata tramite i diversi scatti. Una realtà talmente diversa che spesso gli abitanti stessi del quartiere non la riescono a comprendere, come afferma la Feck con il suo scatto alla chiesa dei mormoni. La fotografa afferma di aver deciso di scattare questa foto proprio perché nessuno degli abitanti del Municipio con cui aveva parlato sapeva che lì ci fosse una chiesa di mormoni.

 

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