Paro: la foca robot che fa sorridere i presidenti

La conferenza “Technology and Humanism” all’Istituto Giapponese di Cultura lo scorso 15 novembre.
Articolo di Nadia Plamadeala
Decine di persone di tutte le età sono all’Auditorium dell’Istituto Giapponese di Cultura per vedere due cuccioli di foca. Gli animali emettono teneri versi, si muovono e reagiscono al tatto e alla luce. Sembrano veri ma sono dei robot dotati di intelligenza artificiale creati dal professore Takanori Shibata grazie ai soldi dei contribuenti giapponesi.
L’approccio innovativo del professor Shibata è nella scelta dell’animale poco familiare. Nell’interazione con le versioni robotiche degli animali più diffusi, le aspettative degli utenti sarebbero deluse ma non con un cucciolo di foca. Paro, è questo il nome del robot, non è un semplice peluche. Si utilizza in trenta paesi del mondo a scopi terapeutici.
Neanche i presidenti sono immuni al fascino della foca robotica. In un video proiettato sullo schermo dell’Auditorium Barack Obama e l’ex presidente russo Dmitrii Medvedev ignorano un robot androide per accarezzare, sorridendo, Paro. Secondo il professore, “il sorriso è il punto fondamentale della terapia”.
Mentre il prof. Shibata racconta la sua invenzione, scorrono le immagini dei beneficiari; bambini con la sindrome di Down o affetti da autismo, anziani con Alzheimer e demenza senile, malati di cancro ma anche una coppia di anziani giapponesi che non può più prendersi cura di animali veri e ha scelto Paro come animale domestico.
I cuccioli offrono tutto il vantaggio della pet therapy eliminando i lati negativi. Il loro pelo è antibatterico, non devono essere nutriti e non si ammalano mai. I robot apprendono il proprio nome, reagiscono a stimoli esterni e in qualche mese sviluppano un proprio carattere a seconda di come sono trattati.
In Italia Paro è utilizzato soltanto nelle strutture sanitarie ma chissà se tra qualche anno i tradizionali cani e gatti non saranno rimpiazzati da animali decisamente più esotici in versione robotica.
(Nella foto il prof. Shibata con Paro).